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Consulente energetico, l'idraulico del futuro
Importante accordo tra consorzio impiantisti manutentori Mia e Uno Gas Toscana.

E stato firmato un importante accordo in esclusiva tra gli impiantisti del consorzio MIA(consorzio di impiantisti CNA) e Uno Gas Toscana , consorzio di petrolieri liguri, azienda che distribuisce gas metano, gasolio e Gpl.
Nasce così una nuova figura nel panorama locale “l’idraulico consulente energetico”, infatti, con questa collaborazione gli impiantisti del MIA oltre ad offrire il normale servizio di installazione, si affacciano nel mercato dell’energia ultimamente liberalizzato, offrendo pacchetti completi che prevedono forme e offerte su misura per il cliente finale.

Esistono caldaie e impianti innovativi, che possono contribuire al risparmio energetico, associate poi ad un buon contratto di fornitura e ad un installatore qualificato formano un sistema vincente che da garanzie e genera risparmio .
Un innovazione sul mercato locale, forse anche sul panorama nazionale, la sfida è stata accettata da 15 imprese operanti nel settore dell’ installazione di impianti , che consorziandosi si pongono l’obiettivo di operare in un mercato libero come quello dell’energia e nel completo rispetto delle leggi che regolamentano il settore.

Questo accordo dice Paolo Bedini presidente del consorzio, “ si pone come obiettivo il creare un terzo polo locale nella distribuzione di gas metano, realizzando quella competizione che ci auguriamo serva per poter ottenere una vera e sana liberalizzazione del mercato con i conseguenti benefici per l’utente finale”.

La distribuzione dell’energia, associato alla professionalità delle imprese e all’importante accordo sulla rateizzazione delle caldaie sottoscritto pochi giorni fa con Consumit Mps rendono i consorziati Mia fortemente competitivi ed estremamente incisivi nell’azione del proprio lavoro quotidiano.
L’utenza privata, rivolgendosi al suo idraulico di fiducia, trova un competitore che offrendo un servizio completo, si rende disponibile alla soluzione dei problemi quotidiani, non passando più da telefonate ai numeri verdi ma con la disponibilità personale e con il rapporto umano.
Infatti verranno attivati su tutto il territorio e presso la sede dei vari consorziati i Centri UNO GAS POINT, dove sarà possibile avere informazioni dettagliate a partire dalla liberalizzazione del mercato dell’energia quindi dalla possibilità di cambiare il gestore abituale fino alla consulenza sulla sicurezza e al pagamento della bolletta.

Ricordiamo che il consorzio Mia è stato costituito all’interno del sistema CNA ed è aperto alle imprese che cercano strumenti alternativi per contrastare le sfide dei nuovi mercati.




Si infiammano i costi del riscaldamento.
Scatta l’ora X per i riscaldamenti. Da , sabato 15 ottobre 2005 , ad accendere prima degli altri gli impianti saranno quasi tutte le città del Nord e alcune del Centro-Sud. Le accensioni delle caldaie, infatti, sono scadenzate per legge in differenti periodi, a seconda della zona climatica.
E la stangata è già pronta. Ancora una volta è l’inarrestabile corsa del petrolio che ha fatto scattare i pesanti ritocchi all’insù per il prezzo del gas metano, rincarato di circa il 12%, e del riscaldamento da petrolio (+19,60%, 2 punti percentuali in più rispetto al gasolio per l’auto). Così quest’inverno - secondo una stima di Adiconsum - il riscaldamento per un appartamento di medie dimensioni con un consumo di circa 1.400 metri cubi di gas metano comporterà una maggior spesa per le famiglie di circa 100 euro. Mentre se il riscaldamento è a gasolio, l’aumento raddoppia a 200 euro.
Conti alla mano - ricorda Adiconsum - la spesa per il riscaldamento a metano comporterà un esborso medio di 1.100 euro. Si parla, invece, di circa 1.300 euro (si va dai 600/700 euro per le zone del Sud ai 2.000 euro per le zone più fredde) nel caso si utilizzi il gasolio.
Va, infatti, ricordato che in Italia ci sono 400mila condomini con riscaldamento centralizzato e di questi circa 250mila hanno impianti di riscaldamenti vecchi oltre 15 anni. Caldaie obsolete e inefficienti che fanno consumare 4 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio per un’emissione di circa 15 milioni di tonnellate di anidride carbonica.
Unico modo per risparmiare - suggerisce l’Adiconsum - è un utilizzo più razionale dell’impianto, evitando di accendere i termosifoni quando non servono. Infatti, va sottolineato, che nei condomini con impianti centralizzati, la ripartizione delle spese di riscaldamento avviene in base alle quote millesimali e non in base all’effettivo consumo.
Capitolo a parte il riscaldamento individuale. Il recente D.L. 192/05 ha modificato i termini obbligatori di manutenzione: ora le caldaie con potenza inferiore ai 35kW con oltre 8 anni di anzianità vanno riviste ogni due anni (non più quindi annualmente), mentre basta una revisione ogni quattro anni per tutte le altre caldaie.
In particolare, in occasione della manutenzione periodica, l’operatore dovrà eseguire anche il controllo dei fumi e sarà obbligato a redigere il modello G (al posto del vecchio modello H), riportando il risultato della verifica.

(fonte Miaeconomia del 14/10/2005)
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